Come è nato il nostro logo?

Quando vediamo un logo per la prima volta possiamo avere reazioni diverse. Può piacerci, non piacerci, non comunicarci nulla di particolare, ecc. Ma non si pensa mai a chi lo ha realizzato e in che modo.

Vogliamo oggi raccontarvi come è nato il nostro logo.

Alcuni mesi fa era ormai divenuto chiaro che il nome e il logo dell’Associazione (Associazione Italiana Macrodattilia Onlus) non rispecchiassero più le attività e i progetti intrapresi e la nostra Vision.

Dopo la Prima Giornata Nazionale sulla Macrodattilia avevamo compreso che non aveva alcun senso rimanere focalizzati esclusivamente sulla macrodattilia, visto che la gran parte dei casi è causata da una mutazione somatica in un gene, il PIK3CA, comune a un intero spettro di patologie chiamato PROS.

Da qui la decisione di cambiare il nome dell’Associazione in Associazione Italiana Macrodattilia e PROS, al duplice scopo di accogliere in Associazione anche persone affette da altre patologie dello spettro e di andare oltre i confini nazionali, alla ricerca di collaborazioni con altre associazioni, e inoltre con clinici, ricercatori e network con interesse specifico in questo gruppo di malattie. Data la rarità della macrodattilia e delle altre PROS, è infatti molto difficile trarre conclusioni certe su piccole casistiche locali. Solo una collaborazione internazionale potrà riuscire a delinearne meglio la prevalenza e la storia naturale, giungendo così a terapie più efficaci e a un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale condiviso.

Fatta questa scelta, bisognava dire addio al nostro logo, al quale ci eravamo comunque affezionati. Ma in che modo e soprattutto quali concetti/valori volevamo che trasmettesse?

Naturalmente non volevamo un taglio netto con il passato; quello che siamo ora è anche il frutto di ciò che eravamo. Desideravamo che fosse chiaro che la macrodattilia così pure le altre PROS hanno una base genetica e sono causate da mutazioni nel gene PIK3CA. Volevamo far comprendere che la malattia può comunque rappresentare un momento di crescita e far nascere relazioni e che i nostri figli sono la speranza per il futuro, speranza che può venire anche da una ricerca etica e scientificamente valida.

Ma sarebbe stato possibile esprimere tutto questo in un solo logo?

Possiamo ora dire che questo è stato possibile, grazie alla professionalità ma soprattutto alla capacità di ascolto di Gianfranco Cuscito, che con molta generosità ce le ha donate.

Ed ecco il risultato!

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